Sughero

aforismi*gourmet

Il sughero ha con il vino un rapporto privilegiato e strettissimo: lo racchiude, lo argina, ne impedisce la dispersione.
L’antico connubio è testimoniato da un’anfora trovata a Efeso nel I sec. d.C. dove il vino era chiuso da un tappo di sughero e le peculiari proprietà sono studiate nel 1665 dallo scienziato Robert Hook per il quale “sembra non vi sia nulla di più difficile da spiegare del fatto che il sughero non assorbe acqua”.

E di sughero è il tappo usato dal monaco Dom Pérignon per chiudere la rifermentazione in bottiglia che segna la nascita delle bollicine nel XVII secolo.

Il sughero del tappo da vino deve essere omogeneo, ben depurato, paraffinato. Un sughero di scarsa qualità o una tappattura difettosa sono da temere perchè permettono il passaggio dell’ossigeno.
“Per chi vuole bere il vino / in giusta misura, esso genera buon sangue, / mantiene una buona complessione; / inclina l’anima alla dritta via / e gliela procura”
Gieffroy, Le martyre de saint Baccus, 1313

altri Frammenti di un discorso gourmet:

La foto in alto a destra con maiale e fragole è tratta da Adriano Del Fabbro, L’arte della Norcineria


Il rito del ragù

Assaggi di Teatro

“La buonanima di mia madre diceva che per fare il ragù
ci voleva la pazienza di Giacobbe.”
Da un’opera di Eduardo De Filippo
ragù

la pasta
ricetta

Alfonso, Livia ed Ernesto Iaccarino interpretano per Assaggi di Teatro L’oro di Napoli al ristorante Don Alfonso 1890 con… le Candele spezzate con genovese di pollo e caciotta invecchiata


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L’oro di Napoli è la pazienza:una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza” scrive Marotta. “Arrotoliamo i secoli, i millenni, e forse ne troveremo l’origine nelle convulsioni del suolo, negli sbuffi di mortifero vapore che erompevano improvvisi, nelle onde che scavalcavano le colline, in tutti i pericoli che qui insidiavano la vita umana; è l’oro di Napoli questa pazienza”.  E il piatto dedicato dalla famiglia Iaccarino ad Assaggi di Teatro esce dalla cucina di uno dei palazzi di Napoli che popolano i racconti di Marotta, perchè occorre tanta pazienza anche per cucinare il ragù, il cui ingrediente più importante è il tempo. (MLB)

<< Collezionate le Cartoline Assaggi di Teatro con i piatti dedicati dagli chef agli spettacoli del Teatro di Roma
<< info sullo spettacolo L’oro di Napoli dai racconti di Giuseppe Marotta, regia di Armando Pugliese, in scena al teatro Argentina
© fotografia piatto: Fam. Iaccarino

Assaggi di Teatro 2009-2010 è un incontro di gusto
fra Roma gourmet e Teatro di Roma
realizzato con Assessorato alle Politiche della Cultura
e della Comunicazione del Comune di Roma per i teatri Argentina e India

promotori
patrocini
sponsor

e

sponsor tecnici

Babayaga

Spezie

aforismi*gourmet

“Quei maledetti pepe, zenzero, cannella, zafferano, chiodi di garofano” tuona il poeta-condottiero tedesco Ulrich von Hutten al tempo della Riforma. Il motivo di tanta avversione risiede nel grande successo riscosso dalle spezie in Europa durante il Medioevo, quando sono loro attribuite qualità terapeutiche, digestive nonchè afrodisiache. Sono inoltre usate per la preparazione di cosmetici e profumi e bruciate come incenso nelle cerimonie religiose.
Adam Smith sostiene che esse sono il motore dei due eventi più importanti nella storia mondiale: i viaggi di Cristoforo Colombo in America e del portoghese Vasco de Gama in India. Le spezie sono commercializzate durante tutto il Medioevo da arabi, veneziani, genovesi, spagnoli,  portoghesi, giustificando poi i viaggi sulle coste dell’Africa finalizzate a ben altre ricerche.
E poichè quando qualcosa è raro e costoso possederlo diventa segno di prestigio sociale e agiatezza economica, anche ostentare spezie diventa una mania. Di qui la denuncia di Ulrich von Hutten che rimpovera lo sperpero di denaro in beni puramente voluttuari che fiaccano la fibra degli individui e l’economia della patria.
La follia delle spezie rimane un costante motore del commercio fino al XVI secolo e il pepe è fra i prodotti più pregiati, arrivando a divenire quasi merce di scambio.  Altre spezie molto apprezzate sono la noce moscata, i chiodi di garofano, lo zafferano e anche cannella, vaniglia…
Quando le spezie divengono disponibili in grandi quantità, l’interesse degli europei inizia a calare. Uno dei motivi è da rintracciare nella nuova tendenza di cucina, nata in Francia (già egemone nel ‘700), volta a rendere più nazionalisti gli usi di cucina.
Nei ricettari francesi del ‘700 e dell’800 le spezie quasi scompaiono; uscite dagli usi dei ricchi, il loro valore diminuisce e un maggior numero di persone vi possono accedere. Diventano vezzo di ostentazione del popolo e dei contadini, che possedendole dimostrano di averle potute acquistare (in Europa infatti il clima difficilmente consente la loro coltivazione).
Oggi le spezie sono tornate in auge grazie a una serie di fattori: l’influenza della cucina asiatica sulla cucina creativa moderna, la globalizzazione, la diffusione della cucina fusion e il loro impiego da parte degli chef più celebri e celebrati.

“La conquista del superfluo provoca un’eccitazione spirituale superiore a quella della conquista del necessario. L’uomo è una creatura del desiderio, non del bisogno.”
Gaston Bachelar
“Le diverse erbe nobili, le polveri e le spezie che derivano da erbe nobili non sono utili all’uomo se non sono consumate secondo un ordine preciso… perciò si devono consumare principalmente con i cibi o dopo aver mangiato, perchè fluidificano i liquidini delle pietanze e aiutano l’uomo a digerire ciò che ha mangiato.”
Hildegard von Bingen
“…non è nella produzione che la società ha trovato il proprio slancio; il grande promotore è il lusso…”
Marcel Mauss

Le spezie interpretate dagli chef per Roma gourmet

Sandwich di tacchino e scampi con insalata allo zenzero
ricetta chef
Fabio Baldassarre


Fagottini di porri con rombo  e “involtino primavera”
al curry verde

ricetta chef
Agata Parisella

I nomi delle spezie
Allspice
Aneto
Anice stellato
Anice verde
Anice pepato
Annatto
Assafetida
Ajowan
Berberè
Cacao
Cajun
Cannella
Cardamomo
Cartamo
Carvi
Chiodi di garofano
Cinque spezie (mix di spezie diffuso nella cucina cinese)
Coriandolo
Cubebe
Cumino
Curcuma
Curry
Dukkah
Fieno greco
Galanga
Ginepro
Gomasio
Liquirizia
Macis
Masala
Noce moscata
Pain d’epices
Papavero
Paprika
Pepe
Peperoncino
Pimento o Pepe garofanato
Radhuni
Rafano
Ras el hanout
Senape
Sesamo
Sommacco
Tahin
Tabasco
Tamarindo

Vaniglia
Wasabi
Worcester
Zafferano
Zathar
Zenzero

altri Frammenti di un discorso gourmet:

La foto in alto a destra con maiale e fragole è tratta da Adriano Del Fabbro, L’arte della Norcineria


Aforismi gourmet Shakespeare

“…finirò all’inferno, perchè si dice che delle zitelle i diavoli fan frittelle

“La pesca migliore
è quando vedi il pesce tagliar l’acqua d’argento
con i suoi remi d’oro per inghiottire
avidamente l’esca traditora”

“…quivi s’affollano le voglie tenere, delicate…”

“Andiamo alla grande cena. Scoppiano tutti di gioia nel vedermi umiliato. Ah, se il cuoco la pensasse come me!”

“…è un buon boccone per la mia rabbia”

“Non date a un amico quest’arancia marcia”

“…si mangia la sua polpetta senza fare smorfie”

“Il Conte Don Juan non viene a cena?”

William Shakespeare, Molto rumore per nulla

Assaggi di Teatro

Aforismi gourmet Pippi Calzelunghe

“Prima di tutto andiamo su un albero a procurarci la colazione.”

“Tommy e Annika furono testimoni della furia con cui Pippi si precipitò sulla pasta spianata e della velocità con cui gettò i biscotti nelle teglie e infilò le teglie nel forno. Pareva di essere al cinema.”

“Forse potremmo anche raccogliere dei funghi” disse Pippi, e colse un bel fungo rosso. “chissà se si può mangiare?”

“Terminato lo spuntino, Pippi gettò le tazze nel prato.”

“… Pippi accanto al fuoco friggeva prosciutto affumicato e faceva bollire il caffè… Da ultimo bevvero il caffè con biscotti allo zenzero.”

“Ah si?” fece Pippi, continuando a mescolare nella pentola… “Sarà un pranzetto delizioso” disse annunciando il contenuto. “Un’ora di cottura mescolando vigorosamente, servire subito, senza zenzero

“Pippi tirò fuori dalla dispensa pane, formaggio, burro, prosciutto, arrosto freddo e latte…”

“Che belle friselle impasteremo!
Che belle friggelle frigeremo!
Che belle frangelle mangeremo!”
Dopo di che tirò fuori tre uova e le gettò per aria: un uovo le cadde in testa e si ruppe e il tuorlo le colò negli occhi; ma acchiappò abilmente al volo le altre due in una casseruola dove si ruppero.”

“Il caffè di Pippi era pronto, e c’erano anche delle morbide ciambelle che aveva impastato il giorno prima.”

“Quando si cena? E perchè non si anticipa un po’ l’ora dei pasti?”

Mangiate prima che si freddino! Tommy e Annika mangiarono e trovarono le frittelle veramente squisite”

Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe

Assaggi di Teatro

Aforismi gourmet Eduardo De Filippo

“Il cibo, per Eduardo, non era solo qualcosa che serve a sfamarci o a soddisfare la nostra golosità, ma soprattutto ciò che ci mantiene in vita e quindi una cosa da amare, da rispettare. Una cosa sacra insomma.” (Isabella Quarantotti De Filippo)

“Guagliu’, dimane ve ne venite a mangià ccà”

“La merenda preferita di Eduardo [frutto dell'inventiva di nonna Concetta] era costituita da una fetta di pane fatto in casa abbrustolito sulla carbonella, parcamente spalmato di strutto e insaporito con zucchero e cannella. (Isabella Quarantotti De Filippo)

“Si cucine cumme vogl”i’,
io te pavo cumme vuo’ tu,
ma si pavo cumme vuo’ tu,
e nun magno cumme vogl”i’,
io te pavo cumme vuo’ tu,
ma me nn’esco e nun torno cchiù”

“Molte pietanze descritte nei suoi versi appartengono alla cucina povera napoletana che Eduardo, ancora bambino, aveva appreso dalla nonna materna, Concetta Termini in De Filippo, uno dei grandi amori della sua vita (Isabella Quarantotti De Filippo)

“Nu sartù turzuto e àveto,
ova toste e purpettine,
cu ‘e pesielle e chin’ ‘e provola,
parmigiano e fegatine,
zuco ‘e carne e a ffuoco lento
fin’a quanno ll”e cuociuto;
quann’č cuotto o sta a mumento,
n’avvampata e ll”e arrussuto.
Se po’ fao cu ll’uovo, in bianco,
parmigiano e muzzarella,
‘e pesielle, ‘a murtadella…
E si po’ te vuo’ spassā,
nce puo’ mettere ‘o tartufo
o na vranca ‘e fungetielle,
chill”e chiuppe e chiuvetielle:
rrobb”e Napule, gnorsė.”

“Niente invitati, niente banchetto

Eduardo De Filippo:
Filumena Marturano
Si cucine cumme vogli’i’

Assaggi di Teatro

Gallery Assaggi di Teatro per Cyrano de Bergerac

“…è l’ora del fornello non della lira…”
Rostand, Cyrano de Bergerac
Atto secondo, Scena prima

Aforismi Cyrano

“Greve ho l’anima ancor di un amor mai detto”

“Cibo! Bevanda! Frutta! Ecco, a tavola siedo. Ho, mio caro, una tale fame che non ci vedo.”

“…feci cuocere al forno questa mia novità, che, voglio lusingarmi, non vi dispiacerà”

“… al forno e rosolate, ne usciranno in gaie frotte, bionde e ghiotte, le tartine mandorlate!”

Rostand, Cyrano de Bergerac

Assaggi di Teatro

Ricette degli chef - zuppe

Zuppa riposata di Vignarola con salame Corallina
scampi al lemon gras e cacione

ricetta dello Chef Angelo Troiani per il ristorante Il Convivio Troiani Roma

[continua]

Ricette degli chef - pesce

Sushi: consigli per la preparazione

consigli dello Chef Massimo Riccioli per il fish bar Riccioli cafè – Roma

[continua]

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Aforismi gourmand

*Se t’inganno, prego el
cielo de perdere quello
che gh’ho più caro:
l’appetito.
* Arlecchino
servitor di due padroni

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Lo chef e la Luna

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Puntarelle tempestose

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Brillante-Severina. Memorie tragi-comiche di una gourmet per bene

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Italia gourmet

I migliori
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Pensiero di Vino

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Le guide consigliano

I migliori ristoranti di Roma secondo le Guide Michelin, L’espresso, Gambero rosso
Acquolina
Agata e Romeo
All’oro
Giuda Ballerino
Glass Hostaria
Il Convivio Troiani
Il Pagliaccio
Imago Hotel Hassler
La Pergola Hotel Cavalieri Hilton
Oliver Glowig
Open Colonna
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interviste a *cuochi
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