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Il fantastico mondo di RG

A Roma gourmet piace fare la coda alla cassa del Tazza d’oro al Pantheon e poi ordinare una Monachella. Godere il naufragio del velo di panna nell’abbraccio del caffè.
A Roma gourmet piace l’aperitivo. All’Auditorium con un’amica che non si vede da tempo. Al bar dell’Hotel de Russie con un cocktail Martini davanti alla terrazza del Valadier. Al Riccioli cafè con Champagne e ostriche Belon. In piedi davanti alla Basilica di S. Maria Maggiore, mentre si accendono le luci che illuminano il mosaico.
A Roma gourmet non piacciono i fritti indigeribili serviti con l’aperitivo a piazza Augusto Imperatore.
A Roma gourmet non piacciono i ristoratori ai quali non piacciono le persone che mangiano da sole.
A Roma gourmet piace scegliere il ristorante dove regalarsi qualche ora di piacere gastronomico, prenotare, programmare una visita ai dintorni, pregustare il tragitto in macchina. I preparativi rappresentano il 75% del piacere.
A Roma gourmet non piace quando, lodato un piatto al patron di un ristorante la cui moglie lavora in cucina, si sente rispondere da lui che è stata una propria -geniale- idea (mica della moglie suddetta).
A Roma gourmet piace leggere il giornale il sabato mattina in piazza di S. Lorenzo in Lucina, con un caffè e il cornetto alla marmellata di visciole. Se i cornetti sono finiti, alzarsi prima il sabato dopo.
A Roma gourmet non piace il ventilatore che da Ciampini in estate spruzza (sputa) vapore addosso.
A Roma gourmet piace riuscire ad alzarsi davvero presto la domenica mattina, salire sul bus numero 3 che passa davanti al Colosseo, scendere a piazza Ippolito Nievo e, prima di tuffarsi in Porta Portese, fare colazione in uno dei due bar aperti. A Roma gourmet non piace il cornetto industriale dei due bar.
A Roma gourmet piace una sosta di erotico edonismo davanti al Fauno con fanciulla ai Musei Capitolini dell’ex Centrale Termoelettrica Montemartini, sull’Ostiense. All’uscita, se è Carnevale, le zeppole con ricotta e ruhm della pasticceria Andreotti.
Roma gourmet ama(va) il profumo di carta che si respira(va) fra gli scaffali di Vertecchi prima che fossero invasi da peluche e gadget assortiti. A Roma gourmet piacciono i colori del Natale da Vertecchi e i turbanti color delle spezie del maitre indiano di Tad.
A Roma gourmet non piace bere acqua servita in un bicchiere caldo appena uscito dalla lavastoviglie.
A Roma gourmet piace via San Martino ai Monti: le vetrine degli artigiani, l’insegna del nipotino del  solitario, la casa del Domenichino. A Roma gourmet non piace il bar-libreria in fondo alla via: pochi libri per essere libreria, poche bevande per essere bar, pochi sorrisi agli sconosciuti. Poco di tutto per aver voglia di fermarsi.
A Roma gourmet non piace mangiare accanto a un tavolo dove sostano bicchieri e tovaglioli usati. Non piace vedere  i camerieri ri-apparecchiare i tavoli mentre gli avventori intorno stanno ancora mangiando. Si sparecchia, punto.
A Roma gourmet non piace vedersi servire un piatto con tanti segni di ditate sul bordo. Vanno tolti con un tovagliolo prima del servizio in tavola.
A Roma gourmet piacciono i ristoranti di provincia che rimangono aperti a pranzo nei giorni feriali per servire anche un solo tavolo. E piace potersi fermare a pranzo anche senza aver prenotato senza ricevere l’impressione di “disturbare”.
A Roma gourmet piace mangiare un tramezzino al banco di Rosati chiacchierando con i baristi spiritosi e allegri. A Roma gourmet non piacciono i camerieri che servono ai tavoli all’aperto di Rosati, musoni, distratti, scortesi. A Roma gourmet non piace il vinello della casa che pare spillato dal tetrapak. A Roma gourmet piace il passato di Rosati e la rivalità con Canova, dove Fellini leggeva il giornale.
A Roma gourmet non piaciono i locali dove, se sei da solo/a, cercano di farti sedere al tavolo peggiore (vicino alla porta, vicino al bagno, vicino alla cucina) o in un angolo. Si esce per stare bene e soprattutto per stare in mezzo alle persone, altrimenti si restava a casa, no?
A Roma gourmet piace, dall’autobus, di giorno, di notte, Roma.

 
 

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Salvo dove diversamente indicato, testi e fotografie sono di Roma-gourmet ©

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Assaggi di Teatro

Cucina creativa e Teatro

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Affinità elettive

L’Arte incontra la Cucina d’autore

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Sguardi

Storie d’erranza

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Aforismi gourmand

*Se t’inganno, prego el
cielo de perdere quello
che gh’ho più caro:
l’appetito.
* Arlecchino
servitor di due padroni

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Lo chef e la Luna

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Puntarelle tempestose

Roma gourmet non acquista nè consuma alcun alimento o bevanda la cui pubblicità strumentalizza il corpo nudo delle donne, offendendone la dignità

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I carciofi di Caravaggio

Viaggio gourmet
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l’impronta del
legno in cui è
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