Pane, olio e sapore

Vintage 1997

Indirizzo:
Piazza Solferino, 16 H
10121 Torino
Piemonte
Tel. e Fax +39 011.535948
Email: info@vintage1997.com
Sito web: www.vintage1997.com
Aperto: a pranzo e a cena
Giorni di chiusura: sabato a pranzo; domenica
Tipo di cucina:
creativa e del territorio
Chef: Pier Luigi Consonni
Maitre: Umberto Chiodi Latini
Carte di credito accettate: tutte
Tavoli all’aperto: no
Ferie: tre settimane ad agosto e la prima settimana di gennaio
Prezzo medio (bevande escluse):
Menu degustazione "Piemunt" da 8 piccole portate: E. 55
Menu degustazione "Piemunt plus" da 13 piccole portate: E. 75
Menu degustazione "Vintage 1997" da 9 portate + 5 mini dessert: E. 90
Menu Natale E. 80
Alla carta: 80 ero
I giudizi delle Guide
L’Espresso 2015: 15
1 cappello - il bicchiere
Michelin 2014
1 stella Michelin

La ricetta dello chef
Paccheri con parmigiana di melanzane

Piatti dal Menu

  • Cozze in gelatina di acqua di mare

  • Crudo di orata reale con crescioni e carpaccio di pesche candite nello zenzero [Caravaggio e ricetta]

  • Crème brulée di baccalà

  • Scampo avvolto in funghi porcini su cipollotti alla griglia, robiola di Roccaverano e pinoli tostati

  • Tortino di astice e foie gras su cipolla rossa di Tropea

  • Trippa millefoglie gratinata con porri

  • Spaghetti all'ostrica [Assaggi di Teatro e ricetta]

  • Risotto con carpaccio di gamberi e coulis di gamberi [Assaggi di Teatro e ricetta]

  • Risotto con funghi porcini

  • Tajarin all'uovo con fungo reale e olio extravergine d’oliva

  • Paccheri con parmigiana di melanzane [ricetta]

  • Milanese con panatura di nocciole e grissini

  • Guanciotto di vitellone brasato al Timorasso

  • Aspic di fragoline nere di San Mauro in gelatina di Moscato con gelato allo yogurt e salsa di pesche [Assaggi di Teatro e ricetta]

  • Tiramisù in conchiglia di cioccolato [Assaggi di Teatro e ricetta]

Lo chef Pier Luigi Consonni
partecipa ad Assaggi di Teatro
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ristorante

È particolarmente indovinata l’insegna Vintage per un locale affacciato su una piazza ricca di ricordi e monumenti storici, dalla statua equestre di Ferdinando Duca di Genova alla battaglia della Bicocca (soprannominata dai torinesi “il cavallo che muore” per la singolare posa dell’equino colto nell’atto di stramazzare al suolo), alla Fontana Angelica, filiale omaggio di un plenipotenziario ministro alla madre ma anche, pare, monumento ricco di simbologie massoniche. Senza dimenticare l’ottocentesco Teatro Alfieri, distrutto e rifatto quattro volte e legato all’affermazione del torinesissimo Macario come ai nomi di Wanda Osiris, Domenico Modugno, Renato Rascel.

Atmosfere profondamente torinesi, recenti e già svanite che il ristorante a modo suo perpetua. E così nel 1997, mentre nel mondo Bill Clinton inizia il suo secondo mandato presidenziale, Dario Fo riceve il Nobel per la letteratura, Woody Allen convola a nozze a Venezia e Lady D  si schianta per sfuggire ai paparazzi... il Vintage apparecchia. E lo fa in ambienti dandy e ovattati, definiti da damasco rosso e lampadari di cristallo, soffitti alti e legni caldi. Un’aristocratica impronta che non manca di autoironia fra la stampa del cavallo da corsa non proprio d'epoca, gli specchi che riflettono il profilo di porcellane non proprio rare e i fiori freschi che fanno da innocente sipario all’etilica parata dei liquori pregiati.
Un mix di eleganza piemontese e garbo chic fuori dalle mode, espressa anche dalla cucina di Pierluigi Consonni, solida, ampia e generosa nei piatti della tradizione, moderna e ricercata nell'evoluzione dei gusti e nella selezione delle materie prime.

Mentre si gusta l'ampia carta dei vini scegliendo fra territorio e bollicine, l’accoglienza è affidata alle cose semplici e buone della cucina popolare: pane, olio e sale. A fare la differenza rispetto al più comune “coperto” è la qualità dei prodotti. Infatti il pane è cotto nel forno a legna e l’olio è quello più fregiato dalle oleose guide. All’insegna della naturalezza sono poi gli antipasti, dalle Cozze con gelatina di acqua di mare servite come amouse bouche la cui salmastra sferzata è subito attutita dal delicato Crudo di orata che gioca con la frutta di stagione candita nello zenzero e i molti sapori delle erbe aromatiche, allo Scampo allacciato in una stretta fatalmente golosa con i funghi porcini e vivacizzato da stuzzicanti cubetti di robiola di Roccaverano e pinoli tostati. A chi spicca il volo ordinando l’Astice con scaloppa di foie gras e cipolla rossa di Tropea, il maitre-patron Umberto Chiodi Latini favorisce l’atterraggio servendo qualche fetta di profumatissima mortadella bolognese, mentre gli arditi del gusto trovano crostacei per i loro denti nel Risotto incupolato in un carpaccio di gamberi crudi (se non si è arditi, i gamberi vengono cotti senza patemi).

La tradizione ritorna prepotente e gradita nei Tajarin all'uovo (18-20 in realtà) con fungo reale e olio extravergine d’oliva e nella Milanese, una sorta di astronave Enterprise per forma e solidità di sapori. La leggera panatura di grissini e nocciole pare anticipare l'arrivo dei dolci, dal Tiramisù espresso da mille e una notte, al delicato Aspic di fragoline in gelatina di Moscato con gelato allo yogurt,  sino ai Torcetti di sfoglia che accompagnano il caffè.
All'uscita, preso ormai gusto al vintage, una sosta al Caffè Norman sotto i vicini portici regala l'emozione di sedere a uno dei tavoli dove Ava Gardner aspettava Walter Chiari dopo lo spettacolo.

© Maria Luisa Basile

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fotografie © roma-gourmet

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