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Peperoncino

Il peperoncino piccante, il peperone, la paprika, le patate e i pomodori, dal punto di vista botanico, appartengono alla stessa famiglia. È la famiglia delle Solanacee che comprende 85 generi e almeno 2.200 specie. Uno degli 85 generi è il capsicum al quale appartiene il peperoncino rosso piccante.

Ci sono peperoncini dolci, piccanti e piccantissimi e derivano tutti dallo stesso ceppo originario del Nord dell’Amazzonia. Il sapore piccante delle diverse varietà deriva da un alcaloide, la capsaicina. In genere i peperoncini più piccoli sono i più piccanti.
Il peperoncino piccante viene usato come alimento sin da tempi antichissimi. In Messico era presente come pianta coltivata già nel 5.500 a.C.
In Europa il peperoncino arriva con Cristoforo Colombo che lo porta dalle Americhe ed è subito tenuto in sospetto dalla Chiesa.
Mentre le tavole aristocratiche gli preferiscono il pepe nero, diventa quasi subito la “droga dei poveri”, di coloro che non possono permettersi le costosissime spezie orientali. Al contrario delle spezie vere e proprie che attecchiscono e crescono solo nei paesi di origine, il peperoncino è infatti facilmente coltivabile negli orti e nei vasi e  la sua coltura si diffonde facilmente in Europa.
Per quanto riguarda l’Italia, soprattutto nelle regioni meridionali e in Calabria in particolare, il peperoncino porta vivacità in una cucina povera  realizzata prevalentemente con ingredienti umili, e verdure.

Per attenuare il senso di forte bruciore che si prova quando si esagera col peperoncino non serve bere acqua. La capsaicina contenuta nel peperoncino è una sostanza lipofila  e non ha affinità con i grassi. Bere acqua serve dunque solo a distribuire meglio la capsaicina nella bocca. Al bruciore del peperoncino portano sollievo invece latte, acqua zuccherata, succo di limone, succo di pomodoro, un pizzico di sale o un pezzetto di pane, patata lessa o noci…
Il peperoncino, come tutte le spezie, ha un forte potere battericida. Per questo motivo le spezie sono molto diffuse nelle cucine dei paesi di Asia e Africa.

La relazione peperoncino-eros è molto diffusa ma quasi mai ne vengono spiegati i meccanismi scientifici. Brillat Savarin nel suo trattato sulla Fisiologia del gusto precisa bene che il più delle volte questi alimenti creano il clima giusto ma “non si tratta di afrodisiaci positivi; diciamo solo che, in certe circostanze, essi possono rendere le donne più tenere e comprensive e gli uomini più amabili”.

 

Museo del peperoncino

Palazzo Ducale Maierà (CS) Calabria

L’Accademia del Peperoncino è stata fondata nel 1944
a Diamante (CS)
dal giornalista Enzo Monaco per far conoscere il prodotto simbolo della cucina regionale.

Nel Palazzo Ducale di Maierà l’Accademia ha realizzato il Museo del Peperoncino, composto da numerosi ambienti luminosi e colorati che con le diverse sezioni fanno la felicità degli appassionati: Le vie del Peperoncino – La pianta – Profumi e sapori – Arte e Comunicazione – La fantasia
di ogni giorno.

Sul sito web dell’Accademia del Peperoncino è inoltre possibile acquistare i semi del peperoncino preferito da scegliere fra le numerose varietà illustrate. Ogni bustina costa 5 euro (4 per i soci). Non mancano poi gli appuntamenti piccanti, organizzati in tutta Italia e che culminano nel Festival del Peperoncino che si tiene a Diamante dal 10 al 14 settembre.

Per informazioni www.peperoncino.org accademia@peperoncino.org

 

 

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